Approssimazioni e convergenze – Sergio Pasquandrea

Approssimazioni e convergenze - Sergio Pasquandrea
 
 

IL LIBRO

 

Qual è il limite estremo della parola poetica? Fino a che punto essa può smaterializzarsi nell'astrazione e quanto, invece, può aderire alla cosa in sé? È possibile tendere i rapporti semantici, rimanendo però il più possibile vicini alla corporeità?

Questo libro è un'esplorazione sulle potenzialità della parola. Si articola in due parti, distinte ma speculari: la prima, “Approssimazioni”, ha come asintoto il corpo femminile, che è sé stesso, nella sua fisicità più erotica, ma si identifica anche con la Parola assoluta; la seconda parte, “Convergenze” (sottotitolo “Contributo a una storia della Bellezza”), si misura con una serie di quadri del Rinascimento, ai quali i versi danno voce, nel tentativo di circumnavigare quell'esperienza di per sé ineffabile che è il Bello.

Nel suo corpo a corpo con il Senso, “Approssimazioni / Convergenze” vuol proporsi come un'utopica coincidentia oppositorum: massima esattezza descrittiva e, insieme, massima astrattezza speculativa.

 
 

ALCUNI TESTI

 
 
 
 
ECONOMIA DEI RICORDI
 
Sarà un sintomo certo
(ma di cosa?)
ti penso sempre staccata su schianti
di spuma fredda
sempre di spalle poi sempre verso
un indaco di burrasca
 
e il gesto è quello bloccato
appena prima di concedere la curva
dello zigomo. Ti penso per metà
disegnata da un vento angolare
per metà perduta nel panneggio
e anche questo – certo – andrebbe
messo nel conto però
 
intanto qui è stagione di frastuono
di piccole ferite
quel poco che regge devo adoperarlo bene
sarà per questo che ti penso dove non siamo
mai stati che non aspetto di raggiungerti
che come nei sogni la fine
non arriva mai.
 
 
 
 
NOMINA NUDA
 
La mattina certi gesti sono una sicurezza
altrimenti si getterebbe via in un attimo
il lavoro di una vita
di fronte alla verità c’è solo il sangue versato
 
per questo di tutta la superficie
cerco le pliche.
La risposta lo so è negli odori
i nomi si cancellano troppo in fretta
 
ti chiedevi che cosa ci trovassi
nel cavo delle tue ascelle
o perché insistessi a sollevarti il seno
nemmeno tu conoscevi i rapporti di forza.
 
Delle parole non resta mai molto
le cose invece le cose
sì che si arrendono alla bellezza
non resta che farsi cose
 
angoli d’entrata e d’uscita
il peso e la larghezza delle tue anche
quelle sono una costante fissa
e il sudore giustifica tutti i silenzi.
 
 
 
 
CONVERGENZE
 
A metà della larghezza a un terzo
dell’altezza – in perfetta proporzione aurea –
la mano accarezza il pube
e in quel triangolo d’ombra tutto converge
 
la luce oscura dei velluti la diagonale
dorata della carne l’inutile stanza
affacciata su un tramonto invisibile
– il ridicolo ronzio della vita –
 
e nient’altro dicono i suoi occhi neri
se non l’esilio la tenerezza crudele
dei capezzoli la pelle intangibile
il groppo morto dei desideri.
 
 
 
 
CAMEO
 
Fra pochi pochissimi istanti
l’azzurro tornerà a campire
basterà niente una torsione
di qualche grado
 
e tutto crollerà la palpebra
potrà abbassarsi finalmente
il sangue tornare a scorrere
compiersi l’espirazione
 
sarà il disastro l’irreparabile.
 
 

Il libro sarà impreziosito da disegni di Sergio Pasquandrea e Michela Neglia

 
Approssimazioni e convergenze - Sergio Pasquandrea 2

Approssimazioni e convergenze - Sergio Pasquandrea 1

 
 

L’AUTORE

 

Sergio Pasquandrea è nato a San Severo (FG) nel 1975. Dai primi anni Novanta vive a Perugia, dove insegna Lettere in un liceo.

Ha pubblicato le sillogi: Approssimazioni (Pietre Vive/iCentoLillo, 2014), Oltre il margine (Fara, 2015) e Un posto per la buona stagione (Qudu, 2016) e le plaquette: Topografia della solitudine (Fara 2010) e Parole agli assenti (Smasher 2011). Suoi testi sono apparsi in riviste (“Scuola di poesia” de “Lo specchio”, a cura di Maurizio Cucchi; “Gradiva. International Journal of Italian Poetry”), su blog letterari (“Via delle Belle Donne”, “Carte sensibili”, “Poetarum Silva”, “La dimora del tempo sospeso”, “Words Social Forum”) e in varie antologie.

Lavora anche come giornalista e critico musicale: oltre a scrivere per il bimestrale “Jazzit”, ha pubblicato nel 2014 il volume di racconti Volevo essere Bill Evans (Fara) e nel 2015 il saggio Breve storia del pianoforte jazz. Un racconto in bianco e in nero (Arcana Editrice).

 
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L’EDITORE

 

Pietre Vive nasce come associazione culturale nel 2002. Nel 2006 si fa editrice di Largo Bellavista, mensile di informazione comprensoriale fra i più completi del centro Puglia. Dal 2013 comincia la sua produzione come casa editrice vera e propria, stampando libri e promuovendo il territorio attraverso la realizzazione di numerosi eventi culturali. L’attività editoriale si muove prevalentemente nel genere della poesia e dell’arte. Allo stesso tempo, non dimenticando le proprie “origini”, Pietre Vive si fa promotore ogni anno di Luce a Sud Est, concorso di scrittura sociale con cui intende rilanciare un discorso legato all’impegno civile da parte di giovani autori. Nel 2015 Pietre Vive è risultata fra i vincitori del bando Funder 35 col progetto B.Digital per la realizzazione di corsi professionali per la digitalizzazione e diffusione del libro al Sud, e in particolare per la realizzazione di audiolibri di poesia. L’ambizione è quella di produrre audiolibri in doppia lingua con cui fuoriuscire dai confini nazionali per l’estero. Il progetto è al momento in fase di realizzazione. Infine, porta avanti un intenso programma di promozione della poesia nelle scuole o in giro per festival ed eventi, dal titolo #voceallapoesia.

 
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