Crowdfunding questo sconosciuto

In Editoria quando si parla di Crowdfunding viene fuori di tutto e di più. E allora cerchiamo di capire cos’è il Crowdfunding e a cosa serve.

 

Cos’è e da dove viene

La definizione di Crowdfunding (termine coniato da Michael Sullivan nel 2006 su fundavlog), ovvero di raccolta fondi per un determinato obiettivo, nasce da un’altra definizione: quella di Crowdsourcing. Lo stesso Sullivan vi faceva riferimento nel testo da cui è esploso il nome Crowdfunding:

«But I also decided that another similar term can be used to explain the general ideas being presented here. And I think that term is ‘Crowdfunding’.  Money is the root. Money incubates, inspires and gives rise to good content.  Money provides new and/or rejuvenated opportunities».

«Ma ho anche deciso che un’altra [rispetto al termine crowdsourcing, ndr] parola simile può essere usata per spiegare le idee generali che sono presentate qui. E credo che il termine sia “Crowdfunding”. Il denaro è la radice. Il denaro fa crescere, inspira e dà luogo a buoni contenuti. Il denaro offre opportunità nuove o rinnovate».

Con Crowdsourcing si intende una partecipazione collettiva allo sviluppo di un progetto o di un’idea ed è fondamentalmente un’operazione di esternalizzazione e di ampliamento delle opzioni di un’azienda. Si tratta cioè di un modello aziendale che poi è evoluto nella ricerca di risorse (Crowdfunding) che, non di rado, diventano vere e proprie ricerche di mercato in diretta al fine di valutare e modificare in corso d’opera il progetto sulla base delle opinioni dei sostenitori. Cioè quanto di più vicino a un dialogo si possa trovare tra cliente e azienda con una filosofia che premia le idee, la partecipazione, la presenza dell’intelletto umano.

Questo però nella storia a noi più vicina, la storia della rete, delle aziende aperte, delle certificazioni che identificano la qualità di un prodotto con la filiera di operazioni necessarie a realizzarlo. Ma il Crowdfunding, pur non così chiamato, è veramente molto più antico.

Forse una delle prime testimonianze si può rintracciare nell’appello di Papa Urbano II nel 1095 finalizzato a finanziare le crociate. Altro esempio sono gli Irish Loan Fund settecenteschi, una forma di microcredito avviata dallo scrittore irlandese Jonathan Swift e che ritroviamo anche nel 1976 in Bangladesh e India a cura di Muhammad Yunus, al quale verrà conferito nel 2006 il Premio Nobel per i suoi sforzi diretti a promuoverelo sviluppo economico e sociale dal basso.

Crowdfunding questo sconosciuto

Altra interessante testimonianza risale al 1884, l’anno in cui i francesi erano pronti a inviare negli Stati Uniti la Statua della Libertà che avevano fatto costruire a ricordo della dichiarazione di indipendenza del 1776. La statua arrivò a New York nel 1885 ma l’American Commettee aveva stanziato soltanto una parte dei fondi che erano necessari per costruire un piedistallo occorrente a sorreggere la statua e questo impediva l’inizio dei relativi lavori e quindi la possibilità di innalzare la statua. Le prime raccolte iniziarono nel 1882 ma i fondi continuavano a scarseggiare e ci fu addirittura un tentativo di chiedere al Congresso uno stanziamento pari a 100.000 USD, che però non fu mai approvato. La situazione mutò soltanto quando irruppe sulla scena un certo Joseph Pulitzer (lo stesso che offre il nome al famoso premio) il quale pubblicava all’epoca il World, un giornale di New York. Pulitzer annunciò l’intenzione di raccogliere 100.000 dollari (equivalenti a circa oltre 2 milioni di dollari dei giorni nostri) dichiarando che avrebbe stampato sul giornale il nome di chiunque avesse donato fondi, e ciò a prescindere dall’importo donato.

Dopo soli 5 mesi la raccolta raggiunse la somma record di 102.000 dollari versati da 120.000 donatori diversi che, quindi, per l’80% avevano donato meno di 1 dollaro. La statua venne inaugurata nel 1886 in concomitanza con le celebrazioni del centenario della dichiarazione di indipendenza.

Per arrivare a tempi più recenti possiamo ricordare la campagna elettorale di Obama finanziata attraverso Crowdfunding e che ha raccolto oltre tre milioni di donazioni. Obama è poi tornato a parlare di Crowdfunding, tra le altre cose, nel 2015 per i rifugiati.

 

Che tipi di Crowdfunding esistono

Reward-based:
I produttori del progetto offrono una ricompensa a chi li finanzia. I Crowdfunding di questo tipo si suddividono in: Keep it all (il progettista prende quanto riesce a raccogliere) oppure All or nothing (il progettista prende solo nel caso di raggiungimento della cifra prefissata, in caso di non raggiungimento ogni sostenitore ha indietro integralmente la cifra data).

Donation-based:
Al donatore non corrispondono ricompense economiche né altro. È il modello usato dalle organizzazioni no profit e onlus alla ricerca di donatori che supportino le loro imprese benefiche. In questa tipologia si inserisce anche il Civic Crowdfunding che è sostanzialmente un donation-based utilizzato però da Comuni ed Enti provinciali (sistema usato ad esempio dal Comune di Milano a inizio 2017 e che ha raccolto 300 mila euro).

Lending – based:
I soldi vengono prestati ai richiedenti che possono usare la piattaforma di Crowdfunding per realizzare il proprio progetto e restituire il denaro una volta che il progetto è completato.

Equity – based:
Chi investe non riceve una semplice ricompensa ma diventa socio dell’azienda che ha lanciato il Crowdfunding.
 

Crowdfunding ed Editoria

Ci sono migliaia di piattaforme e progetti che attraverso la metodologia del Crowdfunding non solo raccolgono le risorse necessarie per produrre oggetti o servizi, ma anche valutano il grado di appeal, di commerciabilità, del prodotto o servizio. Per quanto riguarda musica, videogiochi e altro si è ormai formata quasi un’intera storia di precedenti eccellenti. In Editoria invece siamo ancora un po’ agli inizi di una storia che, se seguisse i numeri degli altri settori, potrebbe veramente rivoluzionare lo stato del libro italiano.

Tra i pionieri di questo matrimonio abbiamo Bookabook, casa editrice nata nel 2014 che fa del Crowdfunding il sistema editoriale per eccellenza. Del 2015 il passaggio da Editoria tradizionale a Editoria tramite Crowdfunding della Samuele Editore e di lì a poco la nascita delle edizioni Interno Poesia, sempre tramite Crowdfunding. Questo solo per citare alcuni esempi. Ma cos’è esattamente il Crowdfunding applicato all’Editoria?

Molto semplicemente un sistema di vendita dei libri prima della stampa. Di fatto un sistema di prenotazioni che permettono all’Editore di capire il libro se e come andrà. Che permette all’Editore di costruirsi una community di riferimento e di dialogare con essa per capirne desideri e necessità.

Spesso erroneamente si identifica, in Editoria, Crowdfunding con Contributo Autoriale. Non è così. Il Crowdfunding serve a vendere i libri attraverso la rete e a un lavoro congiunto di comunicazione tra Editore e Autore. Perché ogni libro diventi un’occasione di incontro, un evento speciale e da non perdere.

 

E infine….. Edita!!!

Edita nasce a fine maggio 2017 come un aggregatore e una vetrina di progetti di Crowdfunding specifica per la piccola Editoria. Dove i progetti vengono cercati, scelti, lavorati graficamente per una migliore promozione. Dove Edita è protagonista con attività via Facebook, via mail (4000 contatti), senza dimenticare gli eventi e le Fiere dove Edita intende portare i libri migliori (stand Pordenonelegge, Book City Milano, Più Libri Più Liberi Roma, Salone del Libro di Torino). Il tutto assieme all’Editore per trovare nuove soluzioni di vendita e promozione.

Dove la figura che noi amiamo sopra tutte le altre, cioè il lettore, diventa un nostro lettore perché sa che su Edita può scoprire preziosità che non conosceva, gioielli che rendono grande l’Editoria italiana e non solo.

 

Perché, come diciamo spesso noi di Edita:

un libro è come un bacio,
è quando non te lo aspetti che ti cambia la vita!!!