Mastro Pulce – Parole a colori

 

 

COS’E’ MASTRO PULCE

Mastro Pulce è una Rivista Letteraria prodotta al momento in cento copie, che ha come obiettivo la fusione di diversi linguaggi comunicativi – scrittura e illustrazione – e che unisce personalità già note del mondo dell’arte e della creazione letteraria, o semplici appassionati che desiderano portare all’attenzione i loro lavori sottoponendoli alle scelte della redazione.

Una Rivista Letteraria ma non solo, capace di uscire dalle proprie pagine incontrando il pubblico nelle numerose presentazioni che la Redazione di Mastro Pulce propone in diverse località italiane, aggiungendo il valore artistico ed emozionale della musica come accompagnamento alla lettura dei racconti pubblicati.

Un lavoro fatto con passione, entusiasmo, amore per le parole e per le tavole illustrative, che sanno comunicare pezzi di vita, di immaginazione, a volte di vera poesia.

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LA NOSTRA STORIA

La rivista semestrale “Mastro Pulce. Parole a colori” ha cominciato la sua avventura editoriale nel 2013, per impulso dell’Associazione Culturale Aìtia, che ne è a tutt’oggi l’editore. Per chi si chiedesse da dove viene la scelta del nome, “Mastro Pulce” è il titolo di un racconto autobiografico, trasfigurato in fiaba, di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, meglio noto come E.T.A. Hoffmann (Königsberg, 1776 – Berlino 1822) che, giurista nella vita professionale in quanto consigliere di giustizia alla Corte d’Appello di Berlino, fu al tempo stesso scrittore, pittore, compositore, musicista. Dunque personalità multiforme e poliedrica, come poliedrica ambisce a essere la rivista, che si propone come crocevia di arti, lingue, linguaggi, culture e nazionalità diverse.

La qualità della rivista, oltre che dal valore dei testi e delle tavole illustrative, è determinata anche dalla veste grafica, che punta sull’elegante e piacevole font FF Quadraat – grazie al quale è stata inserita e segnalata nei portali FontFont, FontShop e FontsInUse- e la stampa su carta Munken Print White prodotta da Arctic Paper. Una scelta, quest’ultima, che oltre a essere indice di sensibilità ecologica, premia l’impegno volontario della redazione e degli scrittori, scrittrici, illustratori e illustratrici che con essa collaborano. Le particolari caratteristiche della carta, infatti, contribuiscono a dare calore e risalto alle immagini e una veste elegante e nitida al testo stampato.

 

LA NOSTRA MERAVIGLIOSA REDAZIONE

Paolo Biagini, Aniello D’Iorio, Carmen Huici, Enrico Petti, Davide Pompei, Salvatore Ravo, Laura Ricci

 

E OGNI NUMERO LO PRESENTIAMO IN DIVERSE CITTA’

 

IL FANTASTICO NUMERO 9

In uscita il nuovo numero della rivista semestrale Mastro Pulce. Parole a colori: si tratta del numero 9, ma in realtà il decimo, dal momento che l’ormai collaudata avventura editoriale è partita nel 2013, per impulso dell’Associazione Culturale Aítia, con uno sperimentale numero zero.

Prodotta in copie limitate e numerate, la rivista costituisce un esperimento di fusione di scrittura e illustrazione, che unisce personalità già note del mondo dell’arte e della creazione letteraria, o semplici appassionati che desiderano portare all’attenzione i loro lavori.

Il numero 9 di Mastro Pulce accoglie sette contributi letterari di Gianni Abbate, Paolo Fresu, Claudio Grisancich, Daniel Monedero, Gabriella Musetti, Luisella Pacco, Roberto Piumini e sette tavole illustrate di Daniela Costa, Sergej Glinkov, Pilar Cossio, Hugo Alegre, Giulia Stramaccioni, Fuad Aziz, Cordelia Von Den Steinen.

 

SOMMARIO

Una cosiddetta piega amara
Gianni Abbate / Daniela Costa

Bengi
Paolo Fresu / Sergej Glinkov

 Roberta, o della gloria
Claudio Grisancich / Pilar Cossio

Eccessivamente blu
Daniel Monedero / Hugo Alegre

Falafel
Gabriella Musetti / Giulia Stramaccioni

Rigatteria
Luisella Pacco / Fuad Aziz

Esattamente me
Roberto Piumini / Cordelia Von Den Steinen

 

immagine di Sergej Glinkov

 

DUE RACCONTI PUBBLICATI IN QUESTO NUMERO 

 

Una cosiddetta piega amara
racconto di Gianni Abbate illustrato da Daniela Costa

Ore 6:30
Come tutte le mattine si guardò allo specchio del bagno e ancora pieno di sonno fece per sbadigliare alla sua immagine riflessa. Lo sbadiglio si bloccò praticamente a metà strada, subito dopo l’immissione di aria. Richiuse velocemente la bocca e stropicciatosi gli occhi, si guardò nuovamente la faccia, adesso con più attenzione. Sgranò gli occhi. Per la prima volta e chissà da quando l’aveva, pensò, per la prima volta aveva notato una cosiddetta piega amara che, all’altezza della bocca, precisamente sulla sinistra, gli solcava la pelle e in maniera anche abbastanza profonda. Bè, profonda forse era un’espressione eccessiva, esagerata, si disse, ma non la si poteva certo dire impercettibile o addirittura da passare inosservata come una qualsiasi piega dovuta magari al cuscino, alla posizione in cui aveva dormito, no, questo no, si trattava inequivocabilmente di una cosiddetta piega amara e per di più ben visibile. Ma da quando sarà comparsa, perché certamente non sarà maturata in una sola notte, pensò, e ancora: come mai se ne accorgeva solo adesso?! Cercò di distenderla con un energico massaggio. Niente! La cosiddetta piega amara c’era, irrimediabilmente c’era! Erano le sei e trenta e la giornata stava per iniziare con una prima piega amara sul viso, all’altezza della bocca, sul lato sinistro. Tornare a letto! Questo pensiero gli passò veloce, mentre continuava a guardarsi attonito nello specchio del bagno, avvertendo un certo gelo salirgli dalla pianta dei piedi su, su, fino al cervello che, nel momento stesso che aveva formulato l’idea di ritornare a letto, l’aveva scartata. Una cosiddetta piega amara, una prima piega amara, perché c’è sempre una prima, si disse. E se si fosse effettivamente formata in una notte, perché non era del tutto da escludere, e se fosse l’inizio, solo l’inizio di un precoce quanto rapido decadimento, si interrogò, così si interrogò riprendendo a massaggiare con più insistenza e con un certo nervosismo la guancia sinistra con la destra. Per un attimo distolse lo sguardo dallo specchio e sempre massaggiandosi guardò fuori. Albeggiava. Ritornò allo specchio e alla sua immagine con piega amara. Una barba! Ecco quello che ci voleva: una barba! si disse, ed anche se l’aveva fatta il giorno prima e per motivi soprattutto di pelle, pelle delicata, facilmente irritabile, aveva la consuetudine di farla un giorno si e uno no, l’avrebbe ugualmente fatta. Riempì il lavandino d’acqua calda e velocemente incominciò a insaponarsi la faccia con il pennello, massaggiando con più insistenza sulla piega amara. Incominciò poi a radersi con calma, lentamente, molto lentamente, scendendo giù sul collo fino al pomo di Adamo e riprendendo nuovamente da su, dalla basetta sinistra e quando arrivò all’altezza della piega amara ebbe un attimo di esitazione, fece un lungo respiro e quasi chiudendo gli occhi vi passò il rasoio sopra, si trattava di un rasoio bilama usa e getta della Bic. Non volle vedere subito il risultato e riprendendo dal collo, portò velocemente via tutto il sapone. Poi, senza ancora guardarsi, si lavò la faccia con l’acqua calda e la tamponò energicamente con l’asciugamano fin su gli occhi. Si sentì più disteso, veramente più disteso e pensò che anche la piega amara si fosse, con tutta probabilità, distesa e così pensando, portò via l’asciugamano dalla faccia e si guardò allo specchio facendo andare subito gli occhi a quell’angolo sinistro al lato della bocca. Niente! La piega amara era sempre lì! La fissava sbigottito, con la bocca semiaperta e lo sguardo spento. D’improvviso si guardò negli occhi e si vide. Fu un attimo, un solo attimo e scoppiò in una fragorosa risata, senza riuscire più a smettere. E sempre ridendo, quasi con le lacrime agli occhi, tornò in camera da letto per vestirsi. Indossò una camicia pulita, anche se non era il giorno del cambio, ma la indossò ugualmente, quasi senza pensarci. Tornò in bagno per pettinare i capelli, ma non ci riuscì, perché più si guardava nello specchio e più rideva. Dovette ravviare i capelli alla meglio, con le mani.
Ore 6:55
Come tutte le mattine uscì di casa per recarsi al suo posto di lavoro.

 

Esattamente me
racconto di Roberto Piumini illustrato da Cordelia Von Den Steinen

Esattamente me, non l’azzimato
giovinastro alla mia sinistra,
e nemmeno il biondo robusto
che alla mia destra fulmina le donne
sopra l’orlo del frequente bicchiere.
Proprio me guarda, senza distrazioni,
sebbene veda che la mia eleganza
non è impeccabile, e la linea
della mia vita (non quella scrutata
dalle pallide aruspici sul palmo
della mia mano) sporge un poco in fuori,
e la mia pelle non non è tutta esente
da foruncoli e fori.
Si vede che tra questi bellimbusti,
sotto la scarsità della mia chioma,
nel collo lasco della mia camicia,
lei nota, guarda fisso, lei ammira
una sostanza,
un peso d’uomo,
qualcuno,
e mi fissa senza battere ciglio,
sicché ora mi alzo,
guardandola mi avvio,
per invitarla e prenderla.

Guarda come lei regge
il mio farmi vicino,
guarda il suo sguardo, guarda
come mi vuole, e invoca,
guarda come mi guarda
cristo è cieca

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PERCHE’ CI PROPONIAMO

Abbiamo deciso di utilizzare il sistema Crowdfunding proposto da Edita e Ulule al fine di aumentare la visibilità della Rivista, la sua distribuzione, la sua tiratura. Se con il vostro aiuto raggiungeremo la cifra prevista otterremo due risultati fondamentali:

1) molte più persone leggeranno i racconti che proponiamo attraverso Mastro Pulce

2) avremo la possibilità di aumentare il raggio d’azione della Rivista e di far conoscere a sempre più lettori i racconti che proponiamo

3) potremo coinvolgere un numero maggiore di scrittori e scrittrici di racconti nella pubblicazione della rivista

4) daremo la possibilità, a chi parteciperà con almeno 30 € (corrispondente a un abbonamento a 2 riviste + il numero 9 in proposizione), di inviare un racconto e di avere una risposta (per la pubblicazione o meno nei prossimi numeri della rivista) entro 60 gg. dal ricevimento del materiale

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CHI SIAMO

L’Associazione Aítia, promotrice della rivista letteraria illustrata Mastro Pulce. Parole a colori, è un’associazione culturale di volontariato che sviluppa attività formative, socio-educative e culturali tese a favorire il valore della cultura in vari ambiti (pittura, arti decorative, scrittura, musica, teatro). Propone e organizza laboratori per la valorizzazione di linguaggi diversi, avvalendosi di attività artistiche, linguistiche e di altre forme espressive. Svolge attività di volontariato rivolte alla formazione e all’integrazione sociale di soggetti deboli (ad esempio nella Case di riposo e di Reclusione). Promuove libri, riviste e prodotti editoriali in ambiti che riguardano la creatività e la formazione.

 

 

ALCUNI DEI NOSTRI STRAORDINARI AUTORI

Francesca Biancini

Giovane scrittrice romana, appassionata di cinema, alterna le sue giornate seguendo i corsi del secondo anno della Facoltà di Lettere e Filosofia, indirizzo Arte, Scienza e Spettacolo, presso l’Università La Sapienza di Roma, alla scrittura. Collabora al blog Recenseriededicato alle più recenti serie tv.

Lisa Biggi

Dopo gli studi di filosofia, si rivolge alla scrittura che ama sperimentare in molteplici forme. È selezionata in concorsi di poesia, collabora con magazines e riviste letterarie, pubblica un libro di racconti tragicomici (I pompieri non escono per le donne in lacrime, 2014) e diversi libri per bambini in Italia e all’estero. Lisa scrive la notte, perché di giorno lavora in una scuola di Milano come responsabile della progettazione didattica.

Antonio Brancaforte

Filosofo e docente di Storia della Filosofia Moderna e Contemporanea all’Università di Catania ha coltivato parallelamente agli studi filosofici anche la Poesia, come intima espressione del suo pensiero.

Andrea Brugnera

Ha iniziato l’esperienza teatrale frequentando a Venezia il Seminario (1975-77) per la preparazione dell’attore alla Commedia Dell’Arte, diretto da Giovanni Poli presso il Teatro a L’Avogaria. Dal 1978 a oggi ha partecipato ad attività artistiche all’Estero in: Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Svizzera, Svezia, Malta, Stati Uniti, Messico e Giappone. Dal 1985 ha intrapreso e prodotto autonomamente 12 Spettacoli tuttora in repertorio. A partire da 2008 ha fondato l’Associazione Culturale KAMINA, che si occupa della diffusione teatrale attraverso le relazioni interculturali, la ricerca dei Teatri di Tradizione, la Narrazione storica e più Progetti pedagogici articolati in Laboratori Permanenti.

Aniello D’Iorio

Nasce nel 1950 ad Acerra (NA). Laureato in Scienze Politiche intraprende attività di ricerca storica su temi a carattere amministrativo-economico del Regno delle due Sicilie nel Settecento, allargando l’indagine al Territorio nei secoli XVI e XVII. Gli studi, condotti soprattutto su fonti archivistiche, hanno consentito la pubblicazione di alcuni lavori abbastanza ben accolti dal mondo accademico. Fra gli altri: La Stamperia Reale dei Borbone di Napoli. Origini e consolidamento; I primi scavi di Ercolano. Uomini e cose di una grande impresa; Il Convento dell’Annunziata di Acerra. Origini e rendite; Due dipinti di Curtio de Giorgio nel duomo di Acerra; Un vescovo di età moderna nei conti degli antichi banchi napoletani: Giovanni Battista Del Tufo; Archeologia e ambizioni borboniche; Risorse e impieghi sotto Carlo di Borbone: i beni medicei; Inizi di un insediamento albanese nei feudi borbonici; Giovanni Bernardino Azzolino pittore in Acerra; Vescovo di città in una diocesi di campagna. Giovanni Battista Del Tufo ad Acerra; Note sulla mensa vescovile di Acerra nel secolo XVII; Siti Reali e governo del territorio nel XVIII secolo. La Reggia di Portici: un caso-laboratorio; Francesco Sesone e l’Istoria di Nicolò Lettieri. Relatore a vari convegni a carattere internazionale, svolge attività di comunicazione culturale quale Direttore della Scuola di Alta Formazione di Casalnuovo di Napoli dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici; attualmente cultore della materia presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università “Federico II” di Napoli, è stato Professore a contratto presso la medesima Università negli anni accademici 2006/2007 e 2007/2008. Lavori in corso di stampa: Carditello da feudo a Sito Reale e Comunicazione, motivazioni e percorsi della prima archeologia borbonica. Lavori in preparazione: Munizioni da bocca: golosità da Napoli a Dresda; Il principato di Capestrano e la baronia di Carapelle dai Medici ai Borbone; Una realizzazione carolina: la fabbrica di specchi e cristalli di Castellammare; Vicende di un insediamento albanese in Abruzzo: Abbadessa e Piano di Coccia; Chiesa e governo episcopale nella diocesi di Acerra nel secolo XVII.

Aldo Lo Presti

Autore “amatoriale” di storia locale, vive e lavora tra Roma ed Orvieto. Ha fondato e diretto sino al 2011 Altastrana. Rivista di Studi orvietani. Socio fondatore del “Centro Studi Pientini”, attualmente coordina Canonica. Rivista di Ricerca e Documentazione pientina che del centro è diretta emanazione.

Bruno Magnolfi

È nato nel 1955 a Follonica, luogo di mare della costa Toscana. Vive a Firenze dove svolge attualmente attività di educatore scolastico. Fin da ragazzo ha coltivato a fasi alterne la passione per la scrittura, che ha cercato di migliorare frequentando la facoltà di Lettere e Filosofia. Vincitore di un importante Premio Letterario, qualche tempo fa ha pubblicato un romanzo, e poi molti racconti in diverse antologie e su qualche rivista, e anche tre novelle in formato e-book. Sul suo blog: “Parole, o semplici frasi”, ci sono attualmente più di ottocento racconti brevi a suo nome.

Piero Marcelli

Nato in una famiglia di attori, inizia professionalmente in teatro l’attività artistica all’età di cinque anni, attività che prosegue in maniera estremamente poliedrica, prendendo parte anche a numerose produzioni radiofoniche, televisive e cinematografiche. Ha lavorato anche come speaker e doppiatore. È diplomato presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma. È stato presidente e direttore artistico della Compagnia Teatrale Anna Bolens di Torino, fondata da sua nonna, Anna Bolens, nel 1946, con la quale realizza, anche in qualità di regista, testi di Pirandello, Shepard, Testori, Valeri, Vian, De Obaldia, Ionesco, Wilde. Sempre per la Compagnia è anche insegnante di dizione, recitazione e movimento mimico. Attualmente è animatore e voce del pupazzo Lallo per Rai YoYo. La luna dentro è il suo primo racconto.

Mara Monachino

Nata a Orvieto il 9-2-1982, dopo il diploma di Liceo Classico si laurea con lode in Scienze della Comunicazione Istituzionale e d’Impresa presso l’Università di Roma La Sapienza, con una tesi sulla comunicazione sociale. Ha svolto il Servizio Civile Volontario presso l’Ufficio Stampa e Comunicazione Nazionale dell’U.I.S.P. (Unione Italiana Sport Per tutti). Giornalista pubblicista iscritta all’Albo regionale dell’Umbria dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, ha collaborato negli anni con “Mediazone” – magazine on line di comunicazione e media, con la rivista locale “La Città”, con l’emittente televisiva regionale T.E.F. come ideatrice e conduttrice di un programma tv e con il quotidiano “Il Giornale dell’Umbria”. Ha tenuto da docente due corsi sulla comunicazione sociale nel Terzo Settore e continua a collaborare con il Comitato regionale Umbro dell’U.I.S.P. in qualità di Responsabile della Comunicazione. Ha prestato la propria consulenza per l’ideazione, l’elaborazione e il coordinamento editoriale del progetto relativo al volume celebrativo dei 100 anni dell’USO – oggi Orvietana Calcio Srl – intitolato “1910-2010 Cent’anni di Orvietana. Una passione lunga un secolo”. Ha curato l’organizzazione di eventi, mostre, manifestazioni e campagne di comunicazione. Attualmente è dipendente presso il Comune di Orvieto, è sposata e mamma di Riccardo.

Maurizio Oberholtzer

Docente di Lingua e Letteratura Inglese con esperienza quasi trentennale nella scuola d’istruzione secondaria di I e di II grado. Da lungo tempo titolare di contratti di docenza presso alcuni Atenei campani (L’Orientale, Federico II, Università degli Studi di Salerno) si è occupato di formazione del personale docente, di ricerca didattica e metodologica, di lettura e scrittura creativa. Relatore in convegni nazionali ed internazionali di Linguistica e Metodologia. Ha pubblicato numerosi testi di didattica per la scuola e l’università.

Irene Paolini

Classe 1997, vive ad Orvieto dove frequenta il Liceo Classico “F.A. Gualterio”. Vincitrice del concorso letterario “Amici senza confini” 2011 con il racconto Il sorriso, finalista al premio “Raffaello Cioni” 2012 con la poesia Alienazione, ha pubblicato (2012) una breve storia nell’antologia In Carrozza (Montegrappa Edizioni) esito del concorso “Les Cahiers du Troskij Café”. Terza classificata al premio di poesia “Gens Vibia” 2012 con Malinconia. Nel 2013, essendo stata selezionata, pubblica un racconto nell’antologia “Crescere con le storie (Il filo di Eloisa)”, Iacobelli Editore, intitolato “Il cuore delle cose”. Nello stesso anno guadagna inoltre il terzo posto del Premio Scafati nella sezione racconti con “C’era una volta un uomo”; arrivando anche tra i dieci finalisti nella sezione poesia dello stesso premio con “Estranea”. Quest’ultimo elaborato è stato pubblicato (2013) nel IV volume della collana “500 poeti dispersi”, edito da “La Lettera Scarlatta Edizioni”, insieme ad altre due poesie; “Guerra” e “Il ragno della speranza”.

Alessio Pollutri

Nato a Termoli nel 1986 ha studiato circo/teatro alla Flic di Torino e alla Balthazar di Montpellier. Nel 2010 ha creato la compagnia Madame Rebiné con cui ha realizzato lo spettacolo Il paziente (2012) e Cabaré di Madame Rebiné (2013). Negli stessi anni si è interessato all’unione di teatro e letteratura e ha pubblicato con Libertà Edizioni i libri Nel buio delle tubature, L’ostrica e la perla e Diario di un super eroe. Per febbraio 2014 è prevista l’uscita del romanzo Giumone tramite Edizioni Il Ciliegio.

Davide Pompei

Classe 1984, ha iniziato a scrivere a 6 anni e non ha più smesso. Alla laurea in “Media e Giornalismo” all’Università degli Studi di Firenze ha fatto seguire la specializzazione in “Comunicazione Multimediale” a Perugia e un corso di scrittura in Rai, a Roma. Ammesso al master in linguaggio radiofonico, ancora una volta ha scelto la via della parola scritta. Giornalista pubblicista, attualmente è corrispondente per il Corriere dell’Umbria, redattore per OrvietoNews.it e web-content specialist per Akebia. Da sempre interessato ai linguaggi artistici, ha vinto il premio “Un poster per la pace” ed è tra i fondatori del Gruppo FAI Giovani della città dove vive. Vicepresidente dell’Associazione “Ex Alunni del Liceo Classico F.A. Gualterio” di Orvieto, per Intermedia Edizioni ha curato il volume “Don Sauro Carletti. Costruttore di comunità”, per il Panathlon Club “Orvieto. Giochi senza frontiere”. Suoi testi e racconti sono presenti sotto forma di contributi sparsi in diverse riviste. Lettore vorace, è appassionato di cinema e teatro. Viaggiatore, guarda con curiosità al mondo.

Guglielmo Portarena

Nasce 58 anni fa a Sugano di Orvieto. Laureato in Pedagogia, fa le sue prime esperienze scrivendo i testi delle canzoni musicate dal fratello. A 25 anni nasce la passione per il teatro ed è interprete di tre commedie dialettali, durante le quali conosce la donna che diventerà sua moglie. L’amore per le buone letture (soprattutto per la letteratura mitteleuropea), la fortuna di vivere in un ambiente fortemente identitario, la passione per la ricerca d’archivio e l’assidua frequentazione di un gruppo di amici/lettori egualmente appassionati, lo spingono, ad un certo punto della sua vita, a cimentarsi con la narrativa. Nasce così una prima narrazione, Il pane dei fiordalisi, alla quale ha fatto seguito La lepre col cilindro, suo secondo romanzo. Nel frattempo a Sugano si costituisce una compagnia teatrale, la Compagnia delle Vigne, che lo contatta: è l’inizio di un fortunato sodalizio e di un successo inatteso (per quanto sperato) per l’Autore e la Compagnia e per le sue quattro commedie originali i cui allestimenti hanno via via meritato il plauso del pubblico e della critica.

Ivan Pozzoni

Ivan Pozzoni è nato a Monza nel 1976. Ha diffuso molti articoli dedicati a filosofi italiani dell’Ottocento e del Novecento, e diversi contributi su etica e teoria del diritto del mondo antico; collabora con numerose riviste italiane e internazionali. Tra 2007 e 2015 sono uscite varie sue raccolte di versi: Underground e Riserva Indiana, con A&B Editrice, Versi Introversi, Androgini, Mostri, Galata morente, Carmina non dant damen, Scarti di magazzino e Qui gli austriaci sono più severi dei Borboni con Limina Mentis, Lame da rasoi, con Joker, Il guastatore, con Cleup, Patroclo non deve morire, con deComporre Edizioni; tra 2009 e 2015 ha curato una trentina di antologie di versi. Tra 2008 e 2015 ha curato cinquanta volumi collettivi di materia storiografico filosofica e letteraria; tra il 2009 e il 2015 sono usciti i suoi: Il pragmatismo analitico italiano di Mario Calderoni (IF Press), L’ontologia civica di Eraclito d’Efeso (Limina Mentis), Grecità marginale e suggestioni etico/giuridiche: i Presocratici (IF Press), Libertà in frammenti. La svolta di Benedetto Croce in Etica e politica (deComporre) e Il pragmatismo analitico italiano di Giovanni Vailati (Limina Mentis). È con-direttore, insieme ad Ambra Simeone, de Il Guastatore – Quaderni «neon»-avanguardisti; è direttore de L’Arrivista; è direttore esecutivo della rivista internazionale Información Filosófica; è, o è stato, direttore delle collane Esprit (Limina Mentis), Nidaba (Gilgamesh Edizioni) e Fuzzy (deComporre Edizioni).

Laura Ricci

Laureata in Lingue e letterature straniere, per molti anni insegnante di francese e inglese, scrittrice, giornalista, traduttrice, ha pubblicato vari libri di poesia e prosa. La sua prima raccolta di versi, dal titolo “Le quattro stagioni” (Rebellato, Venezia), risale al 1984; suoi testi poetici sono inseriti in varie antologie, tra cui “Leggere nuvole” (Loescher) e “Antologia dei poeti umbri contemporanei” (Il Formichiere, 2014). Con le edizioni LietoColle ha pubblicato le sillogi “Voce alla notte” (2006) e “La strega poeta” (2008). In prosa ha scritto la raccolta di racconti brevi “Insopprimibili vizi” (AM Edizioni Marotta, 2004) e “Dodecapoli” (LietoColle, 2010), dodici racconti con tavole fotografiche di Ambra Laurenzi. Con la pubblicazione “e Io sono una Rosa” (LietoColle, 2013) si è cimentata in un’originale traduzione di 18 grandi poeti/e che nei secoli hanno scritto della “rosa”. Per EXPO 2015, è stata inserita tra i trenta poeti italiani contemporanei del progetto poetico “Percorsi di-versi”, di cui è stata anche traduttrice. È presente, con alcuni testi poetici in lingua italiana con traduzione in lingua greca, nella pubblicazione “Pane e poesia – Ψωμι και ποιηση” (La Vita Felice 2015), che vede insieme poete cipriote e italiane. Il suo ultimo lavoro, realizzato in versione bilingue (italiano e inglese) è “In viaggio. Grani di Saudade – Travelling. Beads of Saudade “(La Vita Felice, ottobre 2015), un itinerario in versi di 168 poemetti accompagnato da 14 opere pittoriche dell’artista Salvatore Ravo.

Ambra Simeone

È nata a Gaeta il 28-12-1982 e attualmente vive a Monza. Laureata in Lettere Moderne, ha conseguito la specializzazione in Filologia Moderna con il linguista Giuseppe Antonelli e una tesi sul poeta Stefano Dal Bianco. Collabora con l’Associazione Culturale “deComporre”. La sua prima raccolta di poesie “Lingue Cattive” esce a gennaio del 2010 per i tipi della Giulio Perrone Editore di Roma. Del 2013 è la raccolta di racconti “Come John Fante… prima di addormentarmi” per la deComporre Edizioni. La sua ultima raccolta di quasi-poesie esce quest’anno per deComporre Edizioni con il titolo “Ho qualcosa da dirti – quasi poesie”. È co-curatore de “Il Gustatore – quaderni Neon-Avanguardisti” che hanno ospitato Aldo Nove, Giampiero Neri, Peppe Lanzetta, Giorgio Linguaglossa, Paolo Nori e molti altri. Alcuni suoi testi sono apparsi su riviste letterarie nazionali e internazionali tra le quali l’albanese Kuq e Zi, la belga Il caffè e l’americana Italian Poetry Review e su antologie; le ultime due per Lietocolle a cura di Giampiero Neri e per EditLet a cura di Giorgio Linguaglossa.

Olimpia Tartaro

Nata a Napoli, attualmente vive e lavora nell’Italia centrale come bibliotecaria. Si è occupata di teatro di figura presso spazi per l’infanzia per il Comune di Napoli. Ha lavorato per numerosi anni presso la Sezione Didattica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli realizzando sussidi didattici per agevolare, nei bambini, l’approccio all’archeologia. Ha partecipato a progetti su Silenzio, Attenzione e Percezione con il Gruppo Internazionale l’Avventura formato da allievi del regista polacco Jerzy Grotowski. Si è formata con Laura Mancini al suo metodo conseguendo l’attestato di Operatore di Laboratori di Espressione con il Colore. Ha seguito per sette anni gli insegnamenti sul Matriarcato portati in Italia da Diane Sea Dancer Battung, insegnante della Dolce Medicina della Danza del Sole. Poetessa dall’adolescenza ad oggi.

 

ALCUNI DEI NOSTRI FANTASTICI ILLUSTRATORI

Andrea Alemanno

Nato a Napoli nel 1984 sin da piccolo è appassionato di disegno e arriva ad intraprendere gli studi artistici tra Lecce e Taranto e Macerata. Le sue opere sono state selezionate in diversi concorsi come il Premio Skiaffino, Lucca Junior e Talent Next. Ha pubblicato con diversi editori, italiani ed esteri ed è stato selezionato all’Annual dell’Associazione Illustratori nel 2013 e 2014.

Antonio Boffa

Illustratore di albi illustrati per l’editoria dell’infanzia, pittore, incisore, ceramista e grafico. Il mondo magico e fatato dell’illustrazione lo ha coinvolto con grande passione. Narra attraverso cromie e segni, creando suggestive atmosfere oniriche che rimandano ad un mondo fatto di sentimenti e sogni, di luci e ombre. Ha ricevuto riconoscimenti e premi in Italia e all’estero. Tra cui ha vinto le edizioni 2011 e 2012 del Premio Internazionale per Illustratori “Lucca Comics Junior”. Premiato al Premio Syria Poletti 2013 e al Premio Soligatto nel 2014. Realizza laboratori grafici-creativi in librerie e scuole italiane di ogni ordine e grado. Collabora per consulenze grafiche-editoriali con case editrici e testate giornalistiche.

Sabina Botti

È nata a Parma dove si è diplomata all’Istituto d’Arte. Ha lavorato come decoratrice e restauratrice in importanti edifici storici pubblici e privati. Nel frattempo portava avanti la sua personale ricerca pittorica. Per anni ha studiato le tecniche dei maestri fiamminghi. Oggi realizza illustrazioni fatte di frammenti di carte antiche e recuperate, e di delicati tocchi di grafite e di acquerello.

Marcella Brancaforte

Nata a Catania nel 1963, ha studiato a Urbino Disegno Animato e diploma di Laurea all’ISIA. Ha vissuto e lavorato tra Milano e Roma. Dal 1998 vive a Tuscania nell’Alto Lazio. Illustratrice eclettica, dal 1987 collabora con periodici, riviste e giornali. Pubblica per Mondadori, Rizzoli, Fabbri, ma anche per piccole Case Editrici. Dai suoi ultimi progetti di libri illustrati avvia un percorso di ricerca che esplora e collega le arti e le attività che sconfinano e poi tornano al libro: dalla lettura scenica al teatro di figura, dal “cunto” al video per immagini.

Ado Brandimarte

È nato nel 1995 ad Ascoli Piceno, dove attualmente vive. Si è diplomato all’Istituto d’Arte O. Licini, ha partecipato e vinto diversi concorsi di pittura e scultura locali e regionali. È rimasto affascinato dalle arti fin dall’infanzia e, dopo aver approfondito diverse tecniche, ha scelto di disegnare con la penna a sfera e lavorare con la ceramica. È però con la scultura lignea che riesce ad esprimere al meglio le proprie sensazioni, che si materializzano in personaggi mistici e fiabeschi, avvolti da un alone onirico, surreale, teso a riesumare valori arcani.

Marco Campedelli

Artista, grafico, calligrafo, vive e lavora a Verona. Dopo gli studi artistici si è diplomato grafico pubblicitario all’Istituto “L’Ateneo” di Milano. Alla libera professione affianca l’insegnamento di lettering, calligrafia e progettazione grafica presso gli Istituti di Design Palladio (idp) di Verona, Istituto Magistrale Salesiano Venezia (iusve) di Verona e Istituto Pavoniano Artigianelli per le Arti Grafiche – Alta Formazione, Trento. Nel suo studio si occupa di Wine Design, grafica editoriale e comunicazione. Per Einaudi ha disegnato diverse copertine di libri, quali “Qualcuno ci giudicherà” (2014) di Giuseppe Civati e “Io vi maledico” (2013) di Concita De Gregorio. È, inoltre, autore del libro “Calligraphy and Graphic Design” edito da Links (2010) e dell’eBook “99+1 consigli per un giovane grafico” (2013). Come artista ha partecipato, con opere di calligrafia espressiva, a mostre personali e collettive in Italia, Spagna, Belgio, Svizzera e Argentina.

Massimiliano Di Lauro

Nato a Trani (BT) nel 1984 consegue nel 2008 il diploma di laurea in Design presso il Politecnico di Bari. Nel 2010 si avvicina all’illustrazione per l’infanzia. Nel febbraio 2012 pubblica il suo primo albo illustrato “Mi primer viaje” per la casa editrice galliega OQO Editora (tradotto in spagnolo, gallego, italiano, francese e portoghese). A novembre del 2012 vince il Premio speciale della giuria del concorso Lucca Junior 2012 e viene selezionato per far parte del calendario Tapirulan 2013. Ad ottobre del 2013 vince nuovamente il Premio speciale della giuria del concorso Lucca Junior 2013 e si aggiudica il premio per l’originalità e la sperimentazione iconica con il progetto “Un filo di lana rosso” nel concorso Syria Poletti 2013.

Alessio Domini

Giovane pittore romano ha debuttato nel campo dell’Arte partecipando alla quinta edizione del Talent Prize indetto dalla rivista InsideArt per l’anno 2012. Attualmente è iscritto al secondo anno della Facoltà di Lettere e Filosofia presso La Sapienza di Roma, indirizzo Storico-Artistico.

Laura Fanelli

È nata a Termoli nel 1987, ha studiato grafica e illustrazione all’ISIA di Urbino e alla Saint Luc di Bruxelles. Ha poi lavorato in varie agenzie e studi grafici in Italia, Belgio, Spagna e attualmente lavora come illustratrice e grafica freelance a Toulouse, in Francia. Ha pubblicato alcuni libri illustrati e collabora con diverse case editrici, riviste e studi grafici. Organizza mostre, adora fare gite e andare in bici.

Alessandro Ferraro

Lavora come illustratore dal 1992. Si occupa di comunicazione visiva per editoria, pubblicità, corporate design e animazione. Non ama parlare o scrivere di sé. Difficilmente inscrivibile in un unico stile, ama variare tecniche ed espressioni cercando sempre un modo nuovo per raccontare con le immagini. Odia liste di nomi e date (Lapis, Mondadori, Birdlife, Il Messaggero, Hertz Italia, COOP, Accademia nazionale di S. Cecilia, Left, Bulles de savon, L’asino d’oro, Museo MAXXI, Museo MAAM e molti altri), perciò tutto quello che vorrete vedere o sapere del suo lavoro si può visionare sul suo sito web. Vive e lavora a Roma.

Francesco Filincieri

In arte F. Filincieri Santinelli, è nato nel 1955 a Roma. La formazione artistica inizia nello studio del maestro Lino Tardia, e si completa quando negli anni ’80 termina gli studi con un Master of Painting presso la Parson School of designe, fra i suoi insegnanti l’artista Paul Resika. Nel 1993 ritorna a Roma dove attualmente risiede. Il suo lavoro pittorico è fondamentalmente senso emozionale del colore che, trattato quasi sempre attraverso sottili velature, rimanda allo sguardo come un senso di perduto, non come melanconia del tempo passato, ma piuttosto del futuro. Sono paesaggi urbani, quasi sempre silenti che se pur privi della figura umana, ne lasciano sentire la presenza, il sapore di una vita possibile che pulsa nascosta in palazzi, vecchie fabbriche, automobili abbandonate lungo i bordi delle strade. Nel recente, con la serie dei cuori, F. Filincieri Santinelli cerca l’altra parte di quella melanconia. Il cuore come rapporto tra le cose e l’uomo, motore di ogni sentimento umano. Ancora una volta coraggiosamente, tenta di darci la misura di ciò che più ci mancherà nel futuro. È fondatore e Presidente dell’Associazione Comunità x di Roma, dove con G. Savino e N. Spezzano fonda il Museo Urbano di Roma. Tra le mostre recenti più significative si segnala: nel 2007 la partecipazione alla collettiva 13×17, curata da Philippe Daverio per il padiglione Italia della Biennale di Venezia; nel 2011 la rassegna presso Museo Archeologico di Santa Maria Capua Vetere (NA). Sue opere sono in collezioni pubbliche e private. Ha lo studio in via Marino Mazzacurati, 89 a Roma.

Pina Giangreco

Pittrice e insegnante, si è formata a Palermo alla Scuola di Pippo Rizzo negli anni ’50. Si è occupata di Grafica e Incisione.

Riccardo Massetti

Frequenta il mondo dei fumetti e dell’illustrazione per passione. Vive ad Orvieto da tre anni con moglie e figli, il cui numero per il momento si ferma a due.

Alberto Melari

Nasce a Foligno l’8 giugno del 1972. Dopo una formazione giovanile all’insegna di studi scientifici – liceo e laurea in biologia – frequenta l’Accademia di Belle Arti a Bologna e contemporaneamente lo studio di pittura del maestro Giovanni Crisostomo. L’ambiente culturalmente vivace e all’avanguardia dell’accademia bolognese gli fornisce l’occasione per conoscere artisti di grande levatura, come Leonardo Cremonini. In quegli anni si dedica, parallelamente alla pittura, al fumetto comico. L’editore Franco Cosimo Panini lo inserisce fra gli autori della nota agenda Comix dal 2004 permettendogli di essere, tuttora, tra i fumettisti più amati dalle giovani generazioni con il piccolo indiano Penna di Tacchino. Nello stesso periodo realizza una serie di grafiche che illustrano alcune canzoni di Angelo Branduardi. I disegni, pubblicati nel web, si diffondono in tutta Europa e vengono associati a news sull’attività musicale di Branduardi. Il livello delle grafiche non sfugge all’European Fans Club Branduardi che lo invita a partecipare ad una grande mostra a Cuggiono (MI) dove riscuote un ottimo successo e conosce personalmente il cantautore. A Bologna viene scelto per una mostra collettiva presso le antiche sale del Baraccano, patrocinata dall’Accademia di Belle Arti. L’attività pittorica, dopo il ritorno nella terra natale, l’Umbria, prosegue vivacizzata dal continuo confronto con gli estimatori d’arte che visitano le numerose esposizioni, per lo più personali, apprezzandone il livello stilistico e cromatico.

Ilaria Meli

Non c’era giorno da piccola che non lo passasse a disegnare. Faceva cose piccolissime, meticolose… animali, paesaggi surreali e strani macchinari con chissà quali funzioni. Le piaceva, la faceva sentire in contatto con un suo “altro” passato, perché le veniva innato e la sorprendeva saperlo già fare. È così che forse, anche per pigrizia, senza soffermarsi sulle altre cose, ha coltivato solo la sua voglia di disegnare immagini… surreali profonde e primordiali.

Yuko Otake

Nasce a Nara in Giappone nel 1968. Si diploma presso il Liceo Syoin-Higashi di Osaka nel1986. Dopo il diploma fa varie esperienze di formazione e lavoro fra cui un corso di trace (meccanica e architettura) e un corso di ceramica giapponese presso il Maestro Yamamoto a Nara. Uno dei lavori che svolge a Osaka è quello di agente in organizzazione eventi. Durante un viaggio in Europa visita Deruta e si innamora della sua ceramica. Nel 1995 si trasferisce in Italia. A Deruta frequenta la bottega del Maestro Romano Ranieri e ne diventa allieva per tre anni imparando la tecnica della pittura su ceramica. Sempre a Deruta lavora presso varie botteghe. A Perugia collabora con il laboratorio di ceramica di Maria Antonietta Taticchi. Nel giugno 2008 partecipa alla biennale di Deruta “Magia di un’Arte” come assistente del maestro giapponese Ota Kohei del quale diventa allieva. Dal 2010 intraprende un percorso di ricerca personale verso l’arte concettuale usando la pittura insieme ad altri materiali. A Perugia partecipa alla mostra collettiva “Artleaks-creatività rivelate” presso la galleria Area Privata.

Debora Persico

Napoletana di nascita e di temperamento (classe 1971) vive tra il cielo e la terra, dove fluttuano liberi i sogni. Svolge la professione di illustratrice. Ha fatto questa scelta per unire e immergersi tutti i giorni nelle sue due grandi passioni: la letteratura e la narrazione per immagini. Ciò che davvero le interessa quando illustra è dare vita tangibile al mondo interiore di tutte le cose. La curiosità per l’ignoranza l’ha portata a sviluppare anche la professione di insegnante, o meglio di aiutante: infatti il suo lavoro si concentra sul favorire i processi creativi, prendendo per mano adulti e bambini che desiderino conoscersi e mettersi in gioco attraverso i segni e i colori. Il suo percorso artistico e professionale comincia subito dopo aver conseguito il diploma di maturità classica in un liceo milanese e poi di Illustrazione editoriale alla Scuola d’Arte del Castello Sforzesco di Milano, dove insegna Illustrazione da quindici anni. Ha insegnato Comunicazione Visiva presso la Scuola d’Arte Andrea Fantoni di Bergamo e ora è docente di Letteratura per l’infanzia e Illustrazione presso L’Accademia di Belle Arti di Novara. Ha fondato il progetto La Bottega dell’Arte dei Bambini: una vera bottega in cui lavorare alle immagini con dedizione e passione, con metodi e strumenti adeguati. Come illustratrice ha lavorato nel settore grafico-pubblicitario realizzando immagini per locandine e manifesti, loghi e siti web; in ambito editoriale per periodici (Gioia, Elle, Bell’Italia, Psycologies, Focus Pico) e per albi per l’infanzia (Dami editore, Gribaudo, Il Gioco di Leggere).

Salvatore Ravo

Svolge attività di Pittore e fotografo partecipando a diverse mostre individuali e collettive in Italia, Spagna, Inghilterra, Scozia, India, Cuba, Polonia dove soggiorna anche per lunghi periodi. Vince diverse borse di studio di pittura. Svolge attività parallele di scenografie teatrali, direzione artistica di Festival delle Arti, curatore di mostre internazionali e ha dato Seminari sul colore in diverse scuole d’Italia, Inghilterra, Cuba e Spagna. Collabora con diverse rassegne jazz: con Paolo Fresu al “Time in jazz” di Berchidda, in Sardegna, firmando anche alcune copertine dei suoi album; per dieci anni partecipa al “Pomigliano jazz festival”, prende parte a concerti live di jazzisti, realizzando opere in progress. Negli ultimi anni utilizza diversi linguaggi: fotografia, installazioni, invitato a diverse rassegne internazionali. Le sue opere si trovano in musei e collezioni pubbliche.

Giancarlo Savino

Pittore e scultore, napoletano di nascita, ha vissuto a Milano, Copenhagen e Parigi trasferendosi infine a Roma nel 1997 dove tutt’ora risiede. Nel 1986 ha fondato il movimento Studiaperti con l’intento di affrancare l’arte dalle logiche di mercato e dalle lobby imperanti nei circuiti ufficiali delle gallerie. Figura centrale delle sue opere è l’essere umano, trasfigurato secondo uno stile che Antonio Tabucchi ha definito “una commistione tra un segno espressionista e il tratto leggero della china e dei toni delicati dell’acquerello”. A partire dal 1977 le sue creazioni (quadri, disegni, sculture e installazioni) sono state esposte in numerose mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero entrando a far parte del patrimonio di collezioni pubbliche e private italiane e straniere. Presente nella Storia dell’arte del Novecento italiano. Nel 2011 è invitato alla Biennale di Venezia.

Lorenza Scarsi

Lolle (Lorenza) è nata nel 1985 ad Ascoli Piceno, dove attualmente vive e disegna. Ha iniziato a disegnare quando aveva circa 5 anni. Adora disegnare, dipingere, cucire, creare cose bizzarre, peluche e vestiti. Non riuscirebbe ad immaginare la sua vita senza pennelli, pennarelli, pastelli, acquerelli, acrilici e quant’altro… Ha studiato arti grafiche presso l’Istituto d’Arte O. Licini della sua città e ha frequentato ulteriori corsi di tecniche di rappresentazione, comunicazione visiva e grafica anche all’università. Il suo stile artistico è influenzato da diversi fattori: film horror, favole, storie di fantasmi, mostri, gatti, street fashion, giochi, bambole ecc…

Alice Sforza

È nata ad Orvieto nel 1975. Artista eclettica, vive l’attività pittorica come una costante nel suo percorso di ricerca, realizza installazioni e performances urbane, partecipa al Volterra Teatro Festival e al Mess Festival di Sarajevo, si esibisce nei foyers del teatro Eliseo di Roma, del teatro stabile d’innovazione Galleria Toledo di Napoli e del Teatro Romano di Verona. È coautrice insieme a Paolo Magelli e Zeljka Udovicic del libretto d’opera “Cerimonia grande, Cerimonia piccola” per le musiche di Arturo Annecchino e la regia di Paolo Magelli e autrice delle liriche del musical “As You Like” per le musiche di Arturo Annecchino e la regia di Marco Carniti, di recente tradotte anche in lingua spagnola. Laureata in scienze dell’educazione presso la facoltà di filosofia della Sapienza di Roma e diplomata alla scuola di teatro sociale e arti performative di Alessandro Fantechi ed Elena Turchi, è da oltre dieci anni impegnata nella conduzione di laboratori di educazione all’arte, al teatro e alla poesia. Attualmente vive ad Orvieto.

Maddalena Sodo

È nata il 22 maggio 1973 ed è una illustratrice. È di origini lucane, vive dal 2005 a Taranto con la sua famiglia, anche se attualmente è residente in Kuwait. È sposata ed ha un bimbo di 3 anni. È laureata in lettere classiche e specializzata in archeologia presso l’Università degli Studi di Urbino. L’archeologia è stato il suo lavoro principale dal 1998 fino al 2009. Dal 2010 ad oggi si dedica prevalentemente all’illustrazione, passione che ha da sempre insieme al disegno e alla pittura. Dal 2010 ha iniziato a seguire dei corsi di illustrazione con noti illustratori italiani ed ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali in cui è stata spesso selezionata per le mostre e per la pubblicazione in catalogo. Poiché è stata selezionata nel concorso bandito dal teatro Argot di Roma, per tutto il mese di maggio 2013 alcuni suoi lavori sono in esposizione nel teatro medesimo. Attualmente collabora con la casa editrice libanese Dar AlHadaek che pubblica le sue illustrazioni su due riviste per bambini. Ad aprile 2013 ha pubblicato il suo primo libro illustrato dal titolo Con le ali nel cuore, edito da Di Marsico Libri.

Nicola Spezzano

Nato a Pallagorio (KR) nel 1956, vive e lavora a Roma, dove insegna Decorazione all’Accademia di Belle Arti. Svolge da anni un’intensa ricerca espressiva che mobilita soluzioni diverse e materiali vari; ha dedicato infatti un’attenzione specifica anche alla scultura. Nell’ambito della pittura il paesaggio ha una risonanza preminente; da qui parte una serie di rilievi concettuali che collocano l’essere umano, anche se solamente alluso all’interno delle sue tele, al centro della dinamica esistenziale della natura.

Cristina Swan

Diplomata in Scenografia e Nuove Tecnologie dell’arte presso l’Accademia Albertina di Torino. Una passione per le arti visive, le vecchie fotografie e l’anima dei libri.

Cecilia Tamburini

È nata a Potenza Picena vive e lavora a Recanati. Si diploma all’Istituto d’Arte, all’Accademia di belle Arti e nel 2010 consegue il Master in illustrazione per l’editoria con Ars in Fabula. Inizia la sua carriera artistica come decoratrice. In seguito intraprende la strada dell’illustrazione per l’editoria. Partecipa a vari concorsi di illustrazione; tra i più importanti, viene premiata alla fiera del libro di Torino.

Agnieszka Zawisza

È laureata in architettura d’interni e in graphic design. Gli studi di disegno, pittura e lavoro creativo le hanno consentito di pubblicare, nella madrelingua polacca con testo a fronte in inglese, libri illustrati di racconti per bambini che hanno per tema favole e leggende della tradizione polacca. Per le abilità conseguite e l’esperienza accumulata ha insegnato creatività nella Kilgraston School, Scuola Materna di Perth in Scozia, e in varie scuole in Italia e Polonia.

www.mastropulce.com

 

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