Nuovi significati del Crowdfunding applicato all’Editoria

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Cos’è il Crowdfunding? Domanda tanto semplice quanto complicata, o meglio priva attualmente di una vera e propria risposta, nel panorama editoriale di questi ultimi anni di crisi. Perché? Molto semplicemente perché come Editori non lo abbiamo capito, imparato a gestire, non ne abbiamo viste le potenzialità. E come lettori ci fa paura perché ci rende responsabili delle pubblicazioni e lo sappiamo, siamo italiani: è molto più facile lamentarsi che agire.

Il Crowdfunding oggi è spesso confuso con editoria a pagamento. Che poi anche sull’editoria a pagamento ci siano dei distinguo importanti da fare lo sappiamo un tutti ma non ci vogliamo pensare. Sempre per la solita vecchia storia che fa più scalpore l’albero che cade della foresta che cresce. E questo comporta conseguenze aberranti quali:

  1. si pubblica solo ciò che si vende, e si vende solo ciò che la massa vuole, e allora l’altro ieri avevamo le barzellette di Totti, ieri le cinquanta sfumature di grigio, oggi Francesco Sole

  2. saltano fuori piccoli editori che sbandierano il loro non essere editoria a pagamento, però attento autore: non ti faccio promozione né distribuzione perché sappiamo come vanno queste cose, tu sei il miglior manager e promotore di te stesso

In tutto questo il Crowdfunding è semplicemente una rivisitazione del vecchio sistema delle prenotazioni. L’Editore propone un libro, se piace voi lo prenotate, e se arriva a un ammontare adeguato di copie che dia significato all’edizione lo pubblica e inizia l’iter normale. Altrimenti niente, e nessuno ha speso nulla. Un semplice sistema meritocratico. Certo non ci scandalizziamo del fatto che poche persone oggi conoscono il termine meritocrazia.

Ma il Crowdfunding applicato all’Editoria, di cui noi di Edita siamo promotori e attori principali, nel breve tempo che è intercorso dalla sua nascita (il Salone del Libro di Torino 2017) al momento in pubblichiamo questo articolo (29 ottobre 2017) è cresciuto molto, ha evoluto il suo significato, è diventato per così dire adolescente grazie alle persone che ci hanno creduto. E non sono state poche per fortuna (in questi pochi mesi abbiamo venduto 5 mila euro di libri veri a persone vere).

Oggi pubblicare un libro tramite Crowdfunding significa:

  1. avere una campagna promozionale prima che il libro sia stampato

  2. vendere il libro

  3. partecipare a fiere e manifestazioni (Pordenonelegge, Libri in Cantina, Book City, Più Libri Più Liberi)

  4. avere la possibilità, tramite la campagna sul libro (o rivista o quant’altro), di vendere anche altri titoli a catalogo, ovvero vendere i vecchi libri

  5. avere la possibilità di vendere, con sconti particolari, resti di magazzino che così vengono reimmessi nel circolo promozionale

Questo dal punto di vista dell’Editore, ma del Lettore? Perché i clienti di un Editore non sono clienti, sono Lettori, non sono consumatori ma intelligenze a cui cerchiamo di proporre il meglio da leggere. Dal punto di vista del lettore acquistare un libro in Crowdfunding significa:

  1. diventare protagonista dell’Editoria italiana che oggi cerca, fuori dagli schemi commerciali della grande Editoria, di proporre sempre migliori titoli

  2. avere un canale privilegiato per eventuali proposte editoriali

Quest’ultimo punto è in particolare una delle mete a cui è arrivato il Crowdfunding. Vuoi pubblicare un libro che venga effettivamente venduto, letto, portato nelle case? Alimenta il sistema per cui, grazie alla rete, sempre più persone vedono il libro. Cerca quegli Editori che sempre più spesso sui Edita dicono se acquistate 3 titoli vi assicuriamo una risposta entro 30 giorni. Perché il medesimo iter che porta te a comprare 3 libri porterà un altro a comprare il tuo libro, e un altro ancora, e ancora, fino alla tua pubblicazione con un progetto editoriale già lanciato.

Il Crowdfunding applicato all’Editoria, o meglio il Crowdfunding modello Edita, oggi è una grande possibilità per le Case Editrici, per gli Autori, e per i lettori. Ma serve un aiuto di tutti. Serve un lavoro comune di coscienza culturale per far sì che si smetta di lamentarsi e si inizi concretamente a leggere. A leggere ottimi libri.