Spolia II – Federico Rossignoli

 

Spolia vol.II di Federico Rossignoli prosegue la riflessione, sempre più densa ed evocativa, attorno e dentro la mitologia classica. Percorso che deriva direttamente da una ricerca sulla lingua (l'autore ha infatti un trascorso di poesia dialettale) e da una professione di musicista di musica antica, in Federico Rossignoli diventa studio e riflessione su una costante fonte di archetipi e simboli fondanti la coscienza collettiva e che, secondo il progetto dell'opera, possono aiutare a guarirla. Come nel precedente Spolia I Sandro Pecchiari curerà la traduzione in inglese arricchendo la feconda ambiguità dei testi, elemento strutturale della stessa mitologia.

 
 
Leda e il cigno
 
Su di me si spegne il volo.
Il mio corpo è sua custodia,
dalle gambe al collo il collo
lungo è fiume che s'ingrossa.
Poi, spiegato, si disperde.
Mi rimango contemplata
piume fra la cosce e covo
la vendetta, senza alcun rancore.
 
 
 
 
Leda and the swan
 
Over me the flight is over.
And my body is his sheath,
from legs to neck the neck
as a long river bulging.
Then, unfolded, it dissipates.
I am lingering on feathers
between my thighs I hatch
vengeange, and I don't resent.
 
 
 
 
Lanciatrice di giavellotto
 
Non c'è democrazia nel tuo
corpo, c'è la tirannide.
Per grazia divina ingrossa
i muscoli, impone balzelli
sul posto, eppure la linea
che ti compone non si scompone.
Corri sempre più veloce
e nel massimo splendore
lasci il posto al giavellotto
affinato dalla foga.
Vada pure: a te spetta
il respiro in piedi, il braccio
strappato retto dall'altro
come dopo la bora potente.
 
 
 
 
Javelin thrower
 
there is no democracy in your
body, tyranny is there.
By the grace of God it flexes
muscles, levies unjust taxes
on the land, although the line
that shapes you comes unstirred
Run and run faster
and at the top of splendour
give way to the javelin
thinned by spur.
Let it go: yours is
the breath standing, the arm
shred from the other arm
just after a mighty bora.
 
 
 
 
Afrodite iperborea
 
Questa pioggia non è altro che mare,
cosa mai dovrebbe essere la nebbia?
Parlo con la voce d'aquilegia
e il mio passo incede accanto a ciò che passa.
Sono mare anch'io, spuma sono e onde,
tendo i nervi e bagno le ginocchia,
sono l'atto di violenza degli abissi,
la condanna nuda, vittoria senza fine.
 
 
 
 
Hyperborean Aphrodite
 
This rain is but the sea,
what should fog be then?
Mine is the voice of the columbine
and my gait treads by what is flowing
I am a sea too, foam I am and waves
I twist nerves and wet knees
I am the violent deeds of the abyss,
the naked conviction, this everlasting victory.
 

 

L'AUTORE

 

Federico Rossignoli ha conseguito il Biennio Specialistico ad Indirizzo Interpretativo in chitarra classica (2012) e il Biennio Specialistico ad Indirizzo Didattico (2015). Si occupa di prassi esecutiva antica (dal medioevo al primo ‘800), su copie di strumenti originali, sia in varie formazioni sia come solista. Con Samuele Editore ha pubblicato: La pioggia incisa (2010 – finalista Premio Camaiore Proposta) e, con Alessandro Canzian, il doppio volumetto Cronaca di una solitudine/Una sola voglia. Insegna chitarra classica in varie scuole del Friuli Venezia Giulia.

 
 

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